C'è qualcosa che non torna

22 Marzo 2020 Se ci fosse stato ancora il mio amato nonno materno, oggi avrebbe compiuto 110 anni: guerra, campagna d’Africa, malaria, dopoguerra. Uomo tutto d’un pezzo, di poche parole ma molti fatti, come spesso erano i nostri avi qui in questa martoriata terra lombarda. Grandi lavoratori, onesti, abituati anche ai sacrifici più impensabili. Contadini ed allevatori, i miei nonni avevano una latteria, quindi le bestie da accudire, da mungere, da portare al pascolo, senza né sabato né domenica, impensabile il concetto di vacanza.
Ma una vita serena, fiera.
Dignitosa.
I valori quelli veri, vissuti con coerenza. Lo ricordo chino a vangare l’orto; mio maestro di Marianna, Briscola e Scopa (giochi con le carte con cui ci intrattenevamo la sera quando ero piccola). Lui imbattibile, mi aveva insegnato tutti i trucchi. Forse, davvero, la prima logica matematica me l’ha insegnata lui, che aveva la quinta elementare. Che varrebbe un diploma, oggi.
La nostra chiesa a Maria Ausiliatrice costruita con mia nonna (quella da cui mi si dice io abbia ereditato piglio e spirito d’iniziativa), mattone su mattone, un sacco di cemento per volta, in un dopoguerra difficile, ma superato e vissuto con entusiasmo, dignità, onestà…
Se in mezzo a quella vita dura, con quelle ristrettezze, ma non da scordarsi di ringraziare il Cielo per essere scampati, sani e salvi al conflitto, ce l’hanno fatta loro, allora ce la faremo anche noi, in quel “dopo” che sembra sempre più catastrofico e più lontano, ogni giorno che passa.
Imparando da loro. Senza dimenticare.
Chissà cosa avrebbe commentato, se ci fosse stato ancora, davanti all’usuale polenta della domenica, rigorosamente cotta nel paiolo attaccato alla catena del camino, e rigirato con la reséna (l’apposito bastone di legno)?
Col che Diu Voo… “Quel che Dio vuole”, una sorta di affidamento al Disegno di Lassù…
Poche parole, concrete, probabilmente positive.
Come quello di cui abbiamo bisogno in questi giorni bigi.

C’È QUALCOSA CHE NON TORNA
Giorni in cui se si collega il cervello, si legge troppo o mette insieme il senso critico e si riflette sul bombardamento di informazioni, non si dorme (come mi capita sempre più spesso) e forse si giunge alla conclusione che c’è qualcosa che non torna.
Per fare un po’ d’ordine (in base a quello che so, o almeno a quello che ci viene propinato dai mass-media):

  • La curva dei contagi e dei decessi è sempre in crescita o stabile: si parla di cancellare 700 o più anime al giorno, come se il mio paese fosse raso a zero, tutti i giorni.
  • Finché la curva dei contagi resta in ascesa, solo il distanziamento sociale (in assenza di farmaci o vaccini) può limitare il disastro.
  • Come hanno potuto alcuni stati (dalla Cina, confinando quasi tutto nella regione di Hubei o la SudCorea) ad adottare prontamente la necessaria combinazione di test di massa, distanziamento sociale e tracciamento dei contatti e noi no?
  • La nostra sanità è in ginocchio: i posti in terapia intensiva utili a curare i casi più gravi non ci sono quasi più… Non ci sono abbastanza medici, infermieri…
  • Gli operatori sanitari contagiati e deceduti sono in un numero spropositato.
  • Non fanno i tamponi a tutti, neanche a medici e sanitari in prima linea…
  • A quanto pare solo i vip ricchi e famosi (che possono permetterselo?) possono fare il tampone? Giocatori di una squadra blasonata inclusi parenti prossimi? Vip, politici e danarosi… Perché?
  • Siamo arrivati troppo tardi?… chiudendo la stalla coi buoi già scappati?
  • Perché, in una situazione che è stata un crescendo di restrizioni non c’è coerenza o chiarezza?

I COMPLOTTISTI
C’è chi parla di complotto: pare che l’intelligence avesse informato i sistemi sanitari europei del pericolo imminente (come credervi? Visto che il precedente era la Cina da dove le notizie sono trapelate – pare – tardi e in modo frammentario? Paese che ha addirittura segregato il primo medico che aveva scoperto la virulenza e la sua potenza catastrofica?) o di complotto ordito dagli USA per affossare le due economie concorrenti più pericolose… (Cina ed Europa)
Mmmh.
Ne usciremo, ma ne usciremo in ginocchio, questo è chiaro.
Dubito che – anche se ci fosse – verremo mai a capo di qualsivoglia intrigo internazionale.

I NUMERI
Poi non tornano i numeri.
Se ci fossero più tamponi (potenzialmente si stima che il numero di contagiati potrebbe essere da moltiplicare per dieci)… forse il numero di morti/contagiati sarebbe % minore… (non so chi ne trarrebbe vantaggio, forse meno gestibile come pandemia?)
Di concreto c’è che stiamo pagando anni di tagli alla sanità, eppure l’umanità e la disponibilità di medici, operatori, volontari in prima linea sta superando di gran lunga anche questo dramma.

CITTADINI DI SERIE A E DI SERIE B
E poi…? I tamponi? per tutti! Restiamo in Italia: perché nel 2020 devono esistere cittadini di serie A e di Serie B?
Anche per l’accesso al tampone!!!!
È scandaloso che sia privilegio di pochi…
Lavorando su prevenzione, tamponi e monitoraggio degli spostamenti e dei contatti (come ad esempio a Singapore o in Korea del Sud), forse, si arginerebbe meglio e più in fretta questo sconosciuto contagio che sembra non aver mai fine…
Come e dove si può fare il tampone?? Penso che se – come il test di gravidanza o il contenitore per le urine – fosse venduto da farmacie e supermercati (bene più che essenziale adesso) se lo comprerebbero tutti.
Senza sottovalutare il fatto che al momento, i laboratori di analisi siano allo stremo… E poi, un altro tema caldo: le mascherine… per chi lavora? dove sono?
In un primo momento… non erano indispensabili, poi “si consiglia di metterle” e infine… ? Sempre.
Ad oggi pare che le cautele non siano mai abbastanza, come risulta dall’informativa diramata ieri dal Comune di Sala Comacina – che riporto sotto – (focolaio locale dei contagi), nonché, guarda caso, paese natale di mio nonno, appunto.

Non tornano tante altre cose: oggi si viene a conoscenza che i calciatori della Juve (ma pure quelli del Milan… per “par condicio” fra privilegiati), abbiano fatto i tamponi, loro le loro fidanzate e, scommetto i parenti fino alla sesta generazione. Come lo ha fatto Trump, Fontana, e la stessa Merkel, il principe Alberto di Monaco o la Moglie del primo ministro spagnolo…
Esistono quindi cittadini di Serie A o di Serie B.

Questo tremendo, essenziale, importantissimo diritto Salute sancito dalla Costituzione, per tutti i cittadini dovrebbe esserlo senza distinzione , di reddito o fama.
Senza SE e senza MA.

Ma qui di SE e di MA ce ne sono fin troppi.

Adesso, oggi, subito, dovrebbero farlo almeno a TUTTI NOI LOMBARDI…
Anche se non giochiamo a calcio.
E spero che questo (“il Tampone per i ricchi”), la fuga x i ricchi, le eccezioni…E NON IL TAMPONE PER I MEDICI, INFERMIERI E OPERATORI… (???!! ) ci porti a riflettere, seriamente, DOPO…

Ma non voglio concludere con una riflessione amara: in mezzo a tutto, anche oggi, per fortuna, ho trovato una notizia che lascia sperare: al bando aperto che richiedeva 300 medici per fronteggiare questa emergenza, hanno risposto in oltre 8000: medici di ogni età ed esperienza; parecchi di loro già in pensione.
Uno di 85 anni ha dichiarato “Se avessi avuto paura, non avrei fatto questo mestiere”.
Questa è la notizia che oggi mi dona tanta Speranza.
L’umanità, avrebbe detto mio nonno, può ancora sperare.

Pubblicato da stefypedra73

Effervescente, eclettica, multitasking.. un concentrato di energia e di gioia, sorrisi come arma ... imprevedibile e curiosa. Amo leggere, viaggiare, cantare, suonare, il teatro, l'arte e ... sono mamma, e lavoro come IngegnerA (e Giornalista)

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