Fare del bene fa bene

Chi vuol donare un sorriso, vestito da pacco regalo?

Fare del bene fa bene e lo sperimento ogni giorno. Alcuni giorni più di altri, tipo oggi, 4 gennaio 2021.

LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE

Guarda! è arrivata la … ehm “Befana”!!!
Scarpe integre, giaccone e cappellino sulle Ventitrè, pioveva pure: forse non corrispondevo all’identikit perfetto -secondo l’immaginario collettivo – della vecchina che porta i doni ai più piccoli, (anche se non vi sono troppo lontana; in realtà, pure il naso importante ci sarebbe, piazzato lì nel bel mezzo dell’ovale, se non fosse celato dalla sanitaria mascherina…)
Mi ci vorrebbe pochissimo per rendermi una Befana credibile in tempi “di grazia”, ma quest’anno va così…

“Sono una Befana in incognito, fidati!”

Como – Radici e Ali: una Befana col… portapacchi!

E gli occhi che sorridono fino alle orecchie per un pacco infiocchettato inatteso, ripagano delle rincorse sotto la pioggia o sulla neve, delle decine di telefonate, messaggi e dell’organizzazione di un evento, che, partito in sordina, sta diventando un’esplosione di gratuità e piccoli gesti che scaldano il cuore.

In realtà, più che un’incredibile (ops, poco credibile) Befana, sono solo l’ultimo anello di una lunga catena, fatta di sorrisi, doni, scatole, pacchetti, nastri colorati e carte natalizie. Una catena fortissima fatta di generosità e di rinunce, di porte aperte e di gentilezza, di sguardi di gioia, di solidarietà nel senso pieno del termine; e questa che sembra una fiaba di Natale -per l’Epifania- non è altro che uno spaccato di realtà, di quell’umanità “che ti fa sperare” (cantavano i Gen Rosso tanti anni or sono! “Credo in questa umanità”), ambientata su un ramo del lago di Como (quello sbagliato, mica quello manzoniano!) e tra i paesini delle Valli che toccano il Ceresio e le montagne, che si snodano fra la Tremezzina, la Val d’Intelvi, la Valsolda, la Val Menaggio e si spingono fino all’Alto Lario occidentale, in un luogo baciato dal Cielo quanto a bellezza (un po’ meno quanto a viabilità, ma questa è un’altra storia!) In un luogo ove, – ho le prove concrete – anche i cuori hanno un non-so-che di speciale.

Le scatole di Natale.. o scatole della GIOIA

E tutto questo, fiaba moderna tra Natale e l’Epifania (ma andrà oltre!) si sta svolgendo in un periodo storico davvero difficile per molti, quindi, forse “vale ancor di più”. “Pesa” di più.

Quando a fine novembre scoprii su FaceBook l’iniziativa delle scatole della solidarietà, meglio note come le “Scatole di Natale”, in prima battuta ne parlai in famiglia, come quando mi lancio in avventure strane, nuove o solidali. Loro sono (rassegnati?) abituati e il commento unanime, pure dai miei due figli diciassettenni fu: “Bella idea”. Beh, era già roba, questa loro approvazione.

Ne parlai con i ragazzi del mio prezioso gruppo di volontariato, il Gruppo recital Schignano: pur fermi col teatro da troppi mesi (ah, quanto ci manca!), eravamo già in prima linea con un’altra iniziativa solidale, (pro ACMA – Kevin e Nicole – e non potevamo mettere “troppa carne al fuoco”… E allora, “Concludiamo la prima iniziativa e intanto lanciamo la seconda…”
“Per Natale non ce la facciamo… “Eh, no…” Dobbiamo tener conto dei giorni richiesti affinché le scatole stiano a “decantare” (per evitare che possano diventare veicolo di contagio), … “Ce la facciamo per la Befana.”

Andata.

Ma sì, dai per la Befana. Non ci accavalliamo con altre iniziative già in corso per Natale (i bisognosi hanno bisogno tutto l’anno… mica solo a Natale!!)…

E così le “scatole di Natale”… le consegna la Befana (e probabilmente si farà dare una mano pure dal coniglietto pasquale!!)
Così, si sono resi disponibili tantissimi punti di raccolta, spuntati provvidenzialmente per permettere a tutti di donare.
Qui nella nostra zona, caratterizzata da piccoli paesini abbarbicati sulle pendici dei monti, o stretti fra lago e pendii, non avremmo potuto fare come nelle grandi città: un punto di raccolta, giorno ed ora,… e la raccolta è fatta. Qui, nei paesini microscopici e sparsi fra acqua dolce e pendici innevate, ognuno aveva tempi e disponibilità diversi, e bisognava permettere a tutti, nel miglior modo possibile, di donare, facendo lo slalom (gigante!) fra i colori delle regioni (oggi è arancione? …. No giallo, ma va! siamo blu? Sì direi blu!), controllando le disponibilità e giocando a scacchi pure con la neve…

Spremuti fra mille sfumature di colore…

E in pochi giorni, pur in piena pandemia, abbiamo trovato ben 30 punti di raccolta, negozi, scuole e privati che hanno aderito, parrocchie e associazioni, enti e gruppi di volontariato… Che bello, lo dico da sempre (perché lo sperimento tutti i giorni) che la solidarietà è contagiosa!!

Ed ora, eccoci qua. Oggi, 4 gennaio, abbiamo fatto il secondo giro di consegne e raccolta scatole. Un florilegio di colori, nastri e carta su un furgone e nel baule … e non sono bastati!

In primo luogo, il giro fra alcune case-famiglia di Como e la seconda consegna per i più bisognosi del don Guanella…

Don Guanella/2

Prima di Natale avevamo fatto un piccolo dono anche alla Quercia (ex san Martino) una consegna fatta nel parco, tanto inattesa quanto gradita… che gioia! E solo questo, che di fatto è davvero un piccolo piccolo gesto, ripaga di molto…

La consegna pre-Natalizia alla Quercia, nel parco ex san Martino (Como)

Poi in alto Lago, il Banco di solidarietà, le parrocchie e gli enti locali a sostegno delle famiglie bisognose. Prossimamente il CAV (Centro Aiuto alla Vita), il gruppo di don Roberto Malgesini, e… E di pacchi ne abbiamo ancora, e ancora tanti, davvero! Che bello! Questa valanga di solidarietà ci sta felicemente travolgendo!… Oggi ne ho consegnati alcuni, ne abbiamo raccolti almeno cinque volte tanto: mi sembra una sorta di “moltiplicazione dei pani e dei pesci” in versione 2021!

Argegno, sala consiliare… “Abbiamo alcuni pacchi….!” quanta tangibile solidarietà!

In più, non siamo riusciti a passare in Val d’Intelvi, dove ce ne sono ancora qualche centinaio da catalogare e radunare che ci attendono: avevamo finiti spazi, bauli, macchine station wagon e furgoni. Per oggi. Nei prossimi giorni (i giorni dal colore giusto!) ripartiamo.

Pellio… (Alta Valle Intelvi) qualche giorno fa…

Con raccolte e consegne! Carico, scarico, (conta) e sorrisi…
Passeremo presto: dobbiamo riorganizzare la logistica, perché oggi non ce l’abbiamo fatta, e arriveremo anche a Porlezza e dintorni.

Le ultime parole famose:.. “Ma sì, ci stanno sul furgone…”

E in tutto ciò, c’è l’incommensurabile gioia di pensare che ogni pacco, impacchettato con amore, (lo si vede da alcuni pacchetti: ce ne sono alcuni decorati, colorati, infiocchettati con arte, …altri con dei bigliettini a corredo che esplodono di tenerezza)… diventerà una piccola goccia d’amore per chi lo riceverà.

pacchi di ogni foggia e decorati con cura…

Dietro a tutto ciò c’è la gioia del dono vero: chi prepara il pacco non sa chi lo riceverà, ma il dono viene preparato lo stesso. È il dono gratuito, fatto senza aspettarsi nulla in cambio. Il contenuto, di per sé è semplice, non troppo oneroso, (ma può costituire una grande rinuncia per chi sta già tirando la cinghia… e so per certo che c’è chi ha preparato il pacco anche così… un pacco che vale doppio!)

Anche se in fondo non ci si aspetta nulla in cambio, il dono arricchisce anche chi lo porta, chi raccoglie, chi conta e schedula le scatole, chi li consegna. Poi, si torna a casa col cuore colmo di quella gioia che non si compra mica sugli scaffali del supermercato. Abbracci fatti di sguardi, entusiasmo e sorpresa, occhi che sprizzano gioia squarciando la mascherina, sorrisi, frammenti di felicità in vite non sempre facili, … piccole cose, forse grandi, per chi ha bisogno davvero. Per chi, in quel nulla, trova il tutto.

Casa famiglia san Giuseppe

Ma, proprio per questo, ne vale la pena. Val la pena correre, organizzare, caricare i pacchi sotto la pioggia o la neve facendo attenzione che non si rovinino, preparare i pacchi con le offerte e quello che ci è stato donato sfuso…

Questa avventura, ancora nel pieno della sua realizzazione, che cosa mi ha regalato? L’ennesima prova dell’amicizia vera, della condivisione, dell’unione (che fa la forza, anche se nasci e cresci in un paesino che conta meno di mille anime), del superamento dei pregiudizi e della felicità di imparare da tutti quelli che ti circondano. Della potenza e dell’attualità del messaggio evangelico. E nel contempo, mi ha regalato l’occasione per conoscere persone speciali: ognuna un tassello nel puzzle, una goccia nel grande mare dell’amore. Anche perché, metà delle persone che hanno aderito, in realtà, non le ho incontrate davvero. alcune, addirittura tre, erano in quarantena per il Covid quando abbiamo iniziato!
O meglio, non le ho ancora incontrate tutte. Perché mi riprometto di farlo quando questo periodo tremendo sarà finito. E sarà un grande grazie, da coniugare in un immenso splendido abbraccio.

Che serve ora? Un po’ di pazienza (e furgoni disponibili nei “giorni colorati giusti” per poterci muovere) e soprattutto CONTATTI: se qualcuno fosse a conoscenza di associazioni o enti che possano gradire questi doni (ne abbiamo raccolte MULTIPLI dei MULTIPLI rispetto al previsto!) e poterle correttamente indirizzare, ecco questo sì, servirebbe davvero. Como o Milano, Varese, Lecco o Sondrio… preferibilmente (ma non solo). Affinché tutto ciò possa essere correttamente destinato (smistiamo i pacchi dividendoli adeguatamente fra uomo/donna bambino/a e per età.. in modo da destinarli in modo mirato)

Per questo si accettano suggerimenti.

A.A.A. Cercasi ….chi vuol donare un sorriso, sotto le vesti di un pacco regalo?

Ho ringraziato TUTTI gli anelli di questa lunga meravigliosa catena solidale? Talvolta, per fare cose belle, basta un post su facebook, e tanta brava gente. Che c’è, ce n’è ancora.

PS: Fare del bene, fa bene. l’ho già detto, vero?
Stasera mi addormento felice.

Pubblicato da stefypedra73

Effervescente, eclettica, multitasking.. un concentrato di energia e di gioia, sorrisi come arma ... imprevedibile e curiosa. Amo leggere, viaggiare, cantare, suonare, il teatro, l'arte e ... sono mamma, e lavoro come IngegnerA (e Giornalista)

One thought on “Fare del bene fa bene

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